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Terreferme Logo emilia 2012. il patrimonio culturale dopo il sisma

Rocca Estense

San Felice sul Panaro, Modena
Castello | Bene pubblico | Danno grave
  • atto notarile, 927 d.C.

    atto notarile, 927 d.C.

  • M. A. Pasi, Carta degli Stati Estensi, 1580

    M. A. Pasi, Carta degli Stati Estensi, 1580

    Biblioteca Estense Universitaria di Modena

  • G. B. Botti, mappa del territorio di San Felice, 1669

    G. B. Botti, mappa del territorio di San Felice, 1669

  • G. Pizzolotti, Pianta di San Felice, XIX sec., copia di un originale del 1796

    G. Pizzolotti, Pianta di San Felice, XIX sec., copia di un originale del 1796

    Archivio di Stato di Modena

  • mappa prospettica di San Felice, 1796

    mappa prospettica di San Felice, 1796

  • mastio, ultimo piano, affresco, particolare, XV sec.

    mastio, ultimo piano, affresco, particolare, XV sec.

  • veduta dell' angolo nord ovest, 1993

    veduta dell' angolo nord ovest, 1993

  • pianta del piano terra, 1967

    pianta del piano terra, 1967

  • sezione verticale, 1967

    sezione verticale, 1967

  • veduta del mastio, 1993

    veduta del mastio, 1993

  • veduta, ante 1910

    veduta, ante 1910

  • veduta, ante 2012

    veduta, ante 2012

La storia

La prima traccia del castello di San Felice risale al 927. In origine doveva trattarsi di una semplice struttura dotata di terrapieno e fossato esterno. Il maniero fu oggetto di ricorrenti contese tra Modena e Bologna, soprattutto nel XIV secolo, tra i Pio, i Pico e gli Este e dopo diversi conflitti, nel 1338, fu ceduto agli Estensi. Per timore di nuovi attacchi, nel 1340 Obizzo III commissionò una rocca all’interno del castello, nominata Girone. Nel 1406 Nicolò III d’Este inviò a San Felice l’architetto  militare Bartolino da Novara per migliorarne l’assetto difensivo. La parte decorativa risale al 1421. I lavori realizzati in questi anni la trasformarono nell’odierna roccaforte. La struttura, a pianta quadrangolare, si compone di un màstio, nell’angolo sud-est, e di quattro torri angolari sporgenti. La parte alta presenta apparati a sporgere e merli a coda di rondine, forse ultimati da Bartolino nel XV secolo. Nel Seicento la rocca era già in degrado: da ex-fortilizio diventò sede delle prigioni e abitazione degli ufficiali governativi. Nel 1870 fu acquistata dal Comune. Durante i restauri del 1987, si svolsero importanti scavi archeologici che permisero di definire la data di costruzione del mastio.

Il post sisma

L’antica rocca, uno dei monumenti simbolo di San Felice, ha subìto danni gravissimi: l’alto mastio è stato gravemente lesionato alla base, sono presenti due profonde lesioni e la parte sommitale ha subito un evidente disassamento. Sono crollate le coperture delle quattro torri angolari, due delle quali presentano una struttura muraria gravemente lesionata.
Nei primi mesi successivi al sisma, sono stati eseguiti interventi di messa in sicurezza del torrione di sud-est e della torre a nord-est, attraverso la tamponatura delle aperture, la fasciatura della torre, il riempimento delle lesioni tramite iniezioni di malta fibro-rinforzata e la messa in opera di barre di acciaio.
Si è inoltre provveduto a rimuovere e a collocare in luogo sicuro tutto il materiale archeologico che era conservato nel museo interno alla Rocca.
Ulteriori interventi prevedono opere provvisionali per la messa in sicurezza della torre sud-ovest, della torre nord, della torre ovest e dei camminamenti.