Duomo
La storia
La chiesa di Santa Maria della Mirandola fu edificata a partire dal 1432 nel cuore del Borgo Nuovo, il quartiere rinascimentale voluto dai Pico a sud della città medievale.
Costruita a tre navate in forme tardo gotiche, Santa Maria Maggiore ebbe vita tormentata. Minata dai terremoti modenesi del 1501 e 1504, colpita nell’assedio condotto da papa Giulio II, nel 1521 fu sottoposta al primo dei numerosi interventi di rinforzo dei muri e dei pilastri, mentre l’umidità di risalita iniziava ad intaccare gli intonaci e gli affreschi che ornavano la facciata.
Nel corso del Cinquecento e del Seicento fu arricchita con altari, pale, cornici e arredi e affiancata dalle cappelle del Santissimo Sacramento a nord dell’abside, e del Rosario, poi demolita.
Nel 1676 fu rialzato il campanile, completato nella forma attuale alla fine del XIX secolo. Di nuovo ferita nel corso del Settecento dai bombardamenti e dallo scoppio del Torrione del castello, la chiesa venne chiusa, radicalmente restaurata e riaperta. Alla fine dell’Ottocento fu completata da una facciata neogotica. Negli anni Trenta del Novecento nuovi restauri eliminarono gli altari barocchi ne mutarono l’aspetto complessivo, ripristinato nelle forme neogotiche nel secondo dopoguerra.
Il post sisma
Il duomo ha subìto il crollo delle coperture, delle vòlte della navata centrale e di quella laterale sinistra.
Data la condizione di precarietà delle strutture rimaste che rendeva pericoloso l’accesso al Duomo e a tutta l’area del centro storico circostante, si è provveduto innanzitutto alla rimozione delle macerie che ha così reso fruibili le aree urbane e i fabbricati limitrofi mentre con l’intervento di consolidamento si sono preservate le sezioni murarie superstiti e le parte di copertura rimasta sulla navata destra.
La messa in sicurezza del campanile, attraverso la cerchiatura, il consolidamento e la sbadacchiatura delle aperture, ha seguito indicazione di una Commissione di esperti incaricata dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, con la quale sono stati anche condivisi i criteri metodologici di impostazione del progetto complessivo.
Il ponteggio previsto all’interno delle tre navate consente di contenere l’instabilità degli elementi strutturali indeboliti dall’evento sismico e di fare da supporto alla copertura provvisionale della chiesa, che dovrà garantire la protezione delle strutture dagli agenti atmosferici, evitando l’innescarsi di ulteriori fenomeni di degrado.