Collegiata di Santa Maria Maggiore
La storia
La Chiesa Collegiata di Pieve di Cento, intitolata a Santa Maria Maggiore, fu costruita tra il 1702 e il 1710 nella piazza principale della città, dove andò a sostituire o inglobare strutture preesistenti.
Si avvalse forse di materiali di recupero di una costruzione dell'VIII secolo, e incorporò in massima parte i resti della pieve gotica del XII secolo rimaneggiata nel tempo. Di rilievo, il trecentesco abside a pianta semidecagonale e il quattrocentesco campanile.
Il progetto barocco si deve agli architetti modenesi Giuseppe e Silvestro Campiotti, che la disegnarono con pianta a croce latina, a una navata con transetto coperto da cupola e facciata decorata con statue. Le spese furono sostenute dal Comune che impose una tassa su estimi, fuochi e case.
Sui nove altari si trovano pale prestigiose, opera di Guido Reni, Lavinia Fontana, Guercino e Gennari. Gli arredi più significativi sono il coro e due confessionali in noce di Francesco Ranieri, del 1732.
Nel 1879 Alessandro Guardassoni affrescò abside, transetto e navata. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento si susseguirono diverse opere di restauro.
Il post sisma
La collegiata di Santa Maria Maggiore, la chiesa più antica della zona di Pieve di Cento, registra numerosi e gravissimi danni: il crollo della cupola e del muro esterno del tamburo, l’apertura di una profonda lesione tra il frontone della facciata e il muro del fianco nord della navata, una notevole deformazione della copertura, con fenomeni di sfilamento dalla muratura delle travi in legno che sorreggevano la struttura del tetto mentre il campanile ha subìto la frattura della porzione sommitale della guglia.
I Vigili del Fuoco hanno eseguito urgenti interventi di messa in sicurezza come la rimozione delle parti pericolanti, la stabilizzazione della cuspide del campanile e la cerchiatura del tamburo; la porzione alta della facciata è stata rafforzata attraverso tiranti e puntellamenti delle aperture presenti.
Allo stesso tempo, le opere d’arte conservate all’interno della chiesa sono state prelevate e trasferite presso il Museo Bargellini di Pieve di Cento.
Nel corso degli ultimi mesi del 2013 sono stati messi in sicurezza l’abside, le vòlte del transetto e della navata, e sono stati consolidati il tamburo e le porzioni rimaste delle vòlte della cupola. È stata inoltre costruita una copertura provvisoria in acciaio e legno che consente l’illuminazione naturale dell’interno.