Chiesa del Gesù
La storia
Vero gioiello dell’arte barocca padana, la chiesa del Gesù di Mirandola rappresenta un insieme armonico ed equilibrato di architettura, decorazione e arredo.
I Gesuiti furono chiamati a Mirandola da Alessandro I Pico all’inizio del Seicento; chiesa e convento furono eretti a nord est del più antico abitato mirandolese. A sottolineare il legame dei Pico con la Compagnia di Gesù fu tracciata e selciata una strada diretta fra il Castello e la costruenda chiesa.
Alterne vicende politiche, economiche e sociali rallentarono il completamento dell’edificio consacrato solo nel 1689. A navata unica, con due cappelle per lato e un transetto, la chiesa del Gesù rispondeva al dettato dell’Ordine che chiedeva di raccogliere i fedeli in un unico ampio spazio. L’unità dell’insieme è messa in luce dalla cornice a stucco che Pompeo Solari modellò lungo il perimetro interno della chiesa, mentre altri stucchi sottolineano gli elementi architettonici e le finestre. La decorazione, di un gusto barocco elegante e di alta qualità, fu completata dalle ancone e dalle cornici di legno intagliato, opera della scuola di intagliatori locali guidata da Paolo Bonelli.
Danneggiata dall’umidità che andava intaccando i muri, segnata da occupazioni militari e usi impropri, la chiesa è stata radicalmente restaurata nel 1998.
Il post sisma
L’edificio ha subito il crollo del timpano di facciata e della porzione anteriore della copertura.
Tutte le vòlte sono crollate e gli arconi di sostegno sono stati seriamente compromessi da lesioni in chiave.
E’ stato subito eseguito il rilievo laser-scanner di tutta la chiesa per documentarne le condizioni e mantenerne la testimonianza.
I primi interventi provvisionali hanno contrastato il dissesto della struttura e dato supporto alle parti ancora resistenti. È stato installato un ponteggio in facciata e applicate fasce in acciaio per impedire l’espulsione di materia dalla muratura. I locali voltati del piano interrato sono stati rafforzati per garantire un piano di appoggio sicuro e stabile per l’installazione dei ponteggi superiori, previsti per puntellare le porzioni pericolanti delle volte e della muratura sconnessa.
Contemporaneamente, si sono prese le adeguate precauzioni per salvaguardare i motivi ornamentali in stucco del 1680. Per il pulpito ligneo e i due grandi altari laterali lignei, è stata prevista la messa in sicurezza con pannellature di protezione in legno.
L’edificio è stato oggetto di un monitoraggio strutturale eseguito in base al protocollo di intesa tra l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna.