Castello dei Pico
La storia
In tempi di lotte per il territorio e di spartizioni del contado ottenute con le armi, nel corso del Duecento, le famiglie dei “Figli di Manfredo” si divisero le terre della bassa modenese. La Mirandola nacque come torre di avvistamento in mezzo alla campagna, una piccola rocca parzialmente fortificata circondata da un terrapieno e da un fossato.
Con l’affermarsi della famiglia dei Pico, nel Trecento, alla rocca furono affiancati altri edifici, il Palazzo, appartamenti ducali, torri, gallerie, oltre a strutture di servizio: una cittadella, come fu chiamata, circondata da mura e da un fossato che la divideva anche dalla piazza. Il castello dei Pico è citato nei documenti come centro di amministrazione del potere politico, civile e giudiziario, ma anche come sede signorile: fra la fine del Quattrocento e il Seicento i duchi ne trasformarono via via l’aspetto fino a disegnare una piccola reggia con stanze dipinte, gallerie, una biblioteca, un oratorio. Non fu tralasciato l’aspetto militare e difensivo, con l’erezione di un bastione e di torri fortificate.
Nel 1714 un fulmine colpi il torrione centrale, usato come magazzino per le munizioni, che esplose, distruggendo o rovinando gran parte del castello. Gli Estensi, che avevano acquistato lo Stato della Mirandola dopo la cacciata dei Pico, ne demolirono altre porzioni. Ciò che rimane oggi è frutto di ricostruzioni o aggiunte, ma è solo un riflesso dell'antico splendore.
Il post sisma
Anche in questo caso, Il sisma ha causato lesioni diffuse soprattutto ai piani superiori del palazzo. La facciata sud, deformata verso l’esterno, ha manifestato i segnali di un tentativo di ribaltamento. Anche le volte del piano terra e i soffitti di alcuni locali del piano superiore hanno manifestato un grave quadro fessurativo causato dal distacco dalla parete di facciata.
Sul lato ovest dell’edificio i danni sono più gravi. La muratura, con importanti lesioni, si è disgregata e in corrispondenza dello spigolo, la parete che supporta i solai di legno è visibilmente spanciata verso l’esterno e mostra segni di possibile ribaltamento. Anche il timpano presenta importanti lesioni e disgregamento della muratura, dovute anche al martellamento delle travi della copertura.
I primi interventi provvisionali eseguiti hanno riguardato riguardato l’ala sud-est del palazzo con il puntellamento delle murature, la centinatura delle volte del portico, la cerchiatura di un pilastro del sottoportico e un intervento per il sostegno di parte della copertura. Per l’ala ovest il progetto prevede la messa in opera di tiranti per evitare il collasso della quinta esterna.